lunedì 29 gennaio 2018

2 CLAUDIO FAM. SOLDATI 1875 - 1918

L’annessione all’Italia porta al Veneto soprattutto fame, miseria e pellagra.
L’emigrazione stagionale che portava per periodi brevi i capi famiglia ed a volte i primogeniti verso Germania e Belgio si trasforma in emigrazione definitiva di tante intere famiglie verso Sudamerica e Australia.

Alla famiglia di Lodovico e Giovanna non manca il necessario e nemmeno qualcosina in più grazie allo stipendio di maestro ed ai proventi del piccolo podere, però, pur permettendosi il lusso di avere ben dieci figli non è certo possibile scialacquare.
I figli crescono e a tutti viene insegnato a leggere e scrivere, poi, un po' per la mentalità ottocentesca, un po' per problemi economici Lodovico paga gli studi superiori solo al primogenito, qualcuno degli altri figli segue la carriera militare, una figlia entra in convento, le altre nemmeno si sognano di proseguire l’istruzione e quindi gli altri figli maschi, almeno quelli che lo desiderano, studiano utilizzando i primi soldi guadagnati dal fratello che li precedeva in ordine di tempo.
Almeno tre di loro, in tempi diversi, si iscrivono alla Scuola Enologica di Conegliano e, a cavallo della fine del secolo, esattamente nel 1898, quattro di loro partono per l’Argentina in cerca di fortuna. Quindi Ruggero (Ampelio), Tito, Lodovico jr. e Fedro salutano la famiglia e si imbarcano alla volta di Mendoza. I primi tre sono enotecnici, Fedro svolgerà principalmente funzioni di manovalanza.
Il viaggio dall’Italia all’Argentina veniva effettuato ovviamente in nave e durava circa un mese.
Lodovico jr., ventitreenne, sapendo che dove andava non li avrebbe trovati, porta con se una quantità industriale di sigari toscani di cui era un accanito fumatore e 25 barbatelle ( giovani piantine di vite) di Raboso Piave, vino tipico della zona del Piave.
Ovviamente il mese di viaggio non giova alla salute di queste piantine che, una volta arrivati, ancora peggio, gli vengono trattenute in dogana.
In Europa in quel periodo era scoppiata la peronospora (malattia della vite) mentre l’America essendone ancora esente,  giustamente cerca di proteggere i propri impianti e di evitare qualsivoglia contaminazione.
Passa circa un altro mese prima che Lodovico jr. riesca finalmente a sdoganare le barbatelle. Purtroppo di 25 piantine solo tre sembrano ancora vive. Lui le pianta e le cura amorevolmente ma solo una alla fine attecchirà, e sarà quell’unica piantina la vera capostipite del Raboso Piave argentino.
Mendoza all’epoca era un agglomerato urbano di circa 30.000 abitanti che cercava con fatica di rinascere nuovamente (un po' più ad est rispetto a prima) dopo essere stata praticamente distrutta dal terremoto nel 1861. Lodovico jr ed i fratelli si fermano ancora più ad est, in quello che diventerà poi il paese di San Martin, attraversato dall’omonimo canale di irrigazione sulle cui sponde sorgerà, dopo anni di duro lavoro e sacrifici, la cantina dei fratelli Soldati.
Ampelio e Tito si impegnano completamente a far funzionare la loro attività con l’aiuto di Fedro, mentre Lodovico jr viene assunto in una grossa cantina ed in questo modo può essere d’aiuto riuscendo a stringere amicizie e conoscenze con produttori e fornitori.
Il lavoro richiede molte ore e molto impegno ai quattro fratelli e, sebbene le cose andassero bene, non potevano dormire sonni tranquilli. In quel periodo l’enologia non poteva far molto affidamento sulla chimica e per ottenere un buon prodotto era necessario anche avere una buona dose di fortuna.
Un’estate in particolare il caldo è così soffocante che riusciva ad intrufolarsi dentro le spesse mura delle cantine che tradizionalmente dovevano rimanere fresche per evitare che il vino si inacidisse. Il rischio era reale ed i proprietari delle cantine vivevano giorni di grande angoscia.
Avere il canale proprio fuori delle mura della cantina si dimostrerà una fortuna in quella specifica estate, soprattutto collegata al colpo di genio di Lodovico jr che per mantenere fresco il vino fa portare fuori le botti e le fa immergere nel canale fino a quando il caldo si attenua.
Non tutte le cantine hanno questa possibilità e non tutte hanno qualcuno che riesce a fare qualcosa che non è stato sperimentato prima. Molti perdono ettolitri ed ettolitri di vino per cui il prezzo dello stesso sale vertiginosamente portando grandi vantaggi ai fratelli Soldati che erano riusciti a salvare tutta la produzione.
I quattro fratelli vivono, accuditi da una governante, nella casa adiacente la cantina, hanno un piccolo giardino ed un orto che li fornisce di verdura fresca. Il duro lavoro ed il pensiero di tornare un giorno a Salgareda non lascia spazio alla ricerca di affetti.

I quattro fratelli Soldati in Argentina, davanti alla loro Azienda Vinicola. Seduto sui gradini, il "nonno" Lodovico.

Solo Fedro, che incontra una ragazza siciliana durante la messa domenicale, si fa prendere dal cuore. Rosina vive in un agglomerato vicino, assieme alla mamma, e così per poterla vedere, Fedro prende un treno locale alla stazione di San Martin. Chiaramente, essendo un gentiluomo e volendo far colpo sulle due donne, non si presenta a mani vuote, ma con scorte di ortaggi provenienti dall’orto di casa.

Gli uomini della famiglia Soldati sono sempre stati descritti, generazione dopo generazione, come "originali". Probabilmente se fossero stati di umili origini o senza un soldo, sarebbero stati descritti in modo diverso....

 Il capostazione che ormai lo conosceva bene, scherzando un giorno gli chiede: “Don Pedro (il nome Fedro viene confuso con lo spagnolo Pedro), tiene conejos?” (Signor Fedro, alleva conigli?) e lui, che come si diceva era un gentiluomo risponde così: “No, no, go sotanto dò manzete…”( no no, ho soltanto due manzette)... intendendo ovviamente la promessa Rosina e la di lei Madre. Alla fine i due si sposano e la zia Rosina sarà l’autrice del vestitino da battesimo con cui sono stati battezzati tutti i Soldati discendenti dal primogenito di Lodovico jr ma questa è una storia successiva.
Sebbene gli altri tre fratelli non fossero intenzionati ad aprire il loro cuore ad una bella “gaucha”, non rinunciano però ai piaceri della carne. Vista la posizione di proprietari terrieri e l’aspirazione di molte ragazze di migliorare la loro posizione sociale, le occasioni non mancano ai tre giovanotti e, se Ampelio e Lodovico non lasciano traccia del loro passaggio in Argentina, Tito non è altrettanto fortunato, per cui da qualche parte dovrebbero esserci suoi discendenti, o meglio, discendenti del figlio che lui ha avuto e che la madre ha chiamato come il padre.

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